Ok, salto di pari passo il paragrafo su mandare al macero coloro che adattano i titoli dei film, proponendo qua a fianco la locandina americana, dove fra l’altro c’è un Willis bi-pistolato che mi fa tanto Chow Yun-Fat!
Insomma al cinema una volta dentro, la Vale mi dice che da quello che ha sentito, il film è un po’ violento. Io faccio questo simpatico calcolo: bruce willis + violenza = erezione e ghigno satanico per me.
Se mi mettessi a parlare di tutta la trama, uno sverrei per la voglia, due, qualcuno mi farebbe svenire per lo spoiler, per cui divaghiamo.
Il cast degli attori è davvero valido, ovviamente a mio avviso, e il personaggio a sorpresa che mi ha dato da pensare per tutto il film è stato quello di Lindsey (Lucy Liu): “Possibile che sia una semplice civile?”. Lo è non lo è? Guardatelo.
Pugni sul naso, nello stomaco (quanti ne incassa il protagonista), e mosse Kentucky a non finire. Parlandone un po’ più seriamente, il film passa dal serio al divertente, con abile mossa, per poi atterrare su un unico binario serioso. Sinceramente non saprei quale genere affibbiare a questo film, perché d’azione certo non è. Ci sono delle scene del genere, si, ma lo spessore della trama, tutta intrecciata lascia spazio a ben altra classificazione. Grande pregio del film, per me è stata la chiarezza con cui lo spettatore esce dal cinema, senza dubbi o buchi della trama, a scanso di disattenzioni dello spettatore, ovviamente. Perchè come già detto, la trama si svincola, gira, si trasforma, mostrando un po’ del passato, un po’ del futuro e scoprendo piano piano tutti i nodi da far arrivare al pettine. E non è una cosa da poco, a volte come ben si sa’, uno fa la trama tutta giallista, per poi lasciare alla libera interpretazione dello spettatore delle mancanze dello sceneggiatore. Detto ciò, il dvd sarà mio al day one, ovviamente.
Ma diamo un’occhiata all’aspetto grafico. Innanzitutto piccola parentesi su Goodkat (Bruce Willis) che anche solo a vederlo camminare, sprigiona una presenza scenica non indifferente. Classico personaggio che c’è e non c’è a cui non si riesce dare un chiaro ruolo nella trama fino alla fine. Le scene hanno degli ottimi tagli, e le inquadrature mi sono piaciute molto: non so perché ma ho ancora in mente l’inquadratura dal basso di Slevin Kelevra (Josh Hartnett) che si mangia un tramenzino. Premio per la espressione più bella di tutti i 109 minuti del film va senza dubbio al Boss (Morgan Freeman) che in *una certa scena* lancia un ghigno malefico che ha qualcosa di meraviglioso, un connubio capello brizzolato, pelle nera, rughe, dentoni e occhi allucinati che non ha prezzo!
Porca miseria, diffice tentare una recensione senza fare spoiler, mi sembra di essere castrato (oh già che sciocco, io sono un eunuco!). Ma sul finale: di che parla questo film?
Bhè, molto in linea di massima, è la storia di questo ragazzo di nome Slevin, che dopo aver cambiato casa (bellissima la scena, quando trova la ragazza con l’amante dietro e dentro “Amore… è stato un incidente..!” e Slevin “Ahah, e com’è successo? Tu sei caduta e lui t’è inciampato?“) per andare ad essere ospitato da un amico, viene scambiato appunto per l’amico che doveva ospitarlo, e finisce in mezzo ad un regolamento di conti fra due capi banda, il Boss e il Rabino (Ben Kingsley), senza contare la polizia che vuole vederci chiaro, nella persona del detective Brikowski (Stanley Tucci). In pratica, Slevin ora si ritrova con due enormi debiti economici nei confronti sia del Boss che del Rabino (”Perché lo chiamano Il Rabino?” “Perchè è un rabino.“) ma per sua fortuna, il Boss gli fa’ una proposta: se uccide il figlio del Rabino, per vendicare suo figlio ucciso proprio da questo, il debito di Slevin è pagato. Ma Slevin è un povero ragazzotto dal naso rotto che come dice lui stesso è la persona sbagliata nel momento sbagliatissimo.
Che dire insomma, io sono rimasto davvero molto soddisfatto da questo film che da’ un bel cazzotto in pancia a tutti questi thrillerini senza arte ne parte che spopolano al cinema già da un paio d’anni! Con questo, spero che andiate per lo meno a vederlo, addirittura a scrocco ma guardatelo! Io dal mio canto, grazie ai miei amici, ho pagato il biglietto del cinema come un universitario, che non sono! E il badge? Facoltativo come la patente agli imbranati! Wow, faccio anche satira sociale, adesso…
ERRATA CORRIGE
La mossa che ho dichiarato chiamarsi Kentucky, m’è stata subito smontata il pomeriggio dopo aver recensito il film, parlando in una fumetteria con il pazzo che mi ha venduto il dvd dei Kishidan, tale Petis. Come inoltre abbiam visto dai commenti, la mossa in realtà si chiama Kansas City purtroppo la memoria fa’ brutti scherzi ad una certa età! XD